Misurare le performance di una strategia – Parte 1

Una domanda molto importante da porsi nella creazione di un Trading System è quella della misura delle performance della strategia che si sta costruendo. Di solito questa misura viene valutata guardando l’Equity Line, e di solito è una valutazione che ha un certo margine di soggettività.

Nel Trading Algoritmico, avendo a che fare con algoritmi e calcoli, si cerca sempre di diminuire o al limite eliminare la componente soggettiva.

La valutazione delle performance viene dunque ottenuta dai vari reports forniti da tutte le piattaforme che effettuano backtesting, e si utilizzano opportuni indicatori in modo da avere un’indicazione rapida e il più possibile completa del raggiungimento delle prestazioni desiderate.

In più, se si sta creando un Trading System automatico, e si fanno un certo numero di backtest per trovare i migliori parametri della strategia, occorre avere un risultato quantitativo, cioè un numero, tale da poter poter prendere la migliore decisione, magari farla prendere direttamente al computer.

Nella mia ricerca ho trovato vari modi per raggiungere questo scopo. Ne elencherò alcuni, presentando pro e contro, dando, alla fine, il codice in R per calcolare quello che attualmente ritengo sia l’indicatore più affidabile.

Cominciamo!!!

L’indicatore più intuitivo, e anche ingenuo, è quello dato dal Net Profit, cioè il rendimento finale. In pratica, da una serie di test si sceglie quello che, riferito all’ultima data, abbia dato il valore della equity più alto degli altri.

Un altro indicatore, altrettanto ingenuo e anche più pericoloso, è quello del Max Profit, cioè il rendimento massimo ottenuto nel periodo. Questo indicatore si basa sul massimo della equity, ottenuto in qualsiasi data, quindi non necessariamente ngli ultimi tempi.

Che cosa rende questi due indicatori così poco raccomandabili?

La prima cosa di cui questi indicatori non tengono conto sono le perdite che si potrebbero avere. Potrebbero essere così elevate che il capitale potrebbe non bastare, oppure, cosa che capita molto più spesso di quanto non si sospetti, come ho detto in un mio precedente post, potrebbero essere così elevate da non essere sopportate psicologicamente, facendo saltare tutta la strategia o, nel migliore dei casi, facendo attraversare periodi di forte sofferenza.

Oltretutto, non ci danno nessuna informazione sulla regolarità della equity.

Inoltre, il secondo indicatore può essere fuorviante per un altro motivo: il fatto che si sia raggiunto un determinato rendimento non vuol dire che lo si raggiunga di nuovo in futuro. Quindi, il fatto che l’ultimo rendimento sia più basso di quello massimo raggiunto in precedenza, potrebbe voler significare anche che la strategia non sia più efficace già adesso.

Un indicatore appena migliore può essere quello del massimo Drowdown. Ad esempio, in una serie di backtest si seleziona il test che dia la più bassa perdita massima.

Sebbene questo indicatore sia più protettivo dei precedenti nei confronti del capitale, presenta l’inconveniente di non fornire nessuna informazione su quanto guadagni la strategia. In altre parole, potremmo certamente avere perdite contenute, ma anche guadagni altrettanto contenuti! Cioè ritrovarci alla fine una serie di piccole perdite e piccoli guadagni e quindi aver perso solo tempo nel tradare. Ricordiamo che lo scopo del trading non è solo non perdere, ma anche guadagnare ragionevomente bene.

Inoltre non abbiamo ancora indicazioni sulla regolarità della equity line.

I reports di “blotter” riportano un indicatore che mette insieme i punti di forza di questi due tipi di indicatori: il rapporto Net Profit / Max Drowdown. Questo indicatore ci dà una misura sia di quanto si guadagni alla fine, sia fino a quanto si sia ridotto il capitale nel periodo preso in considerazione. E’ un indicatore molto migliore dei precedenti, tuttavia ancora non tiene abbastanza conto della regolarità della equity.

Un altro indicatore utile lo si ottiene dai reports delle varie piattaforme di Trading Algoritmico (tipo Trader Station Metastock, NinjaTrader, ecc., e anche “blotter”): il Profit Factor, che è, per chi è nuovo dell’ambiente, il rapporto tra i profitti totali e le perdite totali. Questo è un indicatore molto utilizzato, infatti riesce a tener conto di tutte le perdite e di tutti i profitti, quindi, in qualche modo, riesce in una certa misura a tener conto dell’andamento dell’equity.

In tanti Trading System questo indicatore può essere più che sufficiente per misurare le performance di una strategia. Tuttavia ancora dà indicazioni non sempre sufficienti su quanto possa essere irregolare l’equity line. In certi casi (piuttosto rari in verità) potrebbe non essere possibile automatizzare completamente la scelta e occorre guardare manualmente l’equity.

Per quanto riguarda l’ultimo indicatore che voglio presentare, occorre fare una premessa. Per non allungare troppo la lettura, preferisco riportare il tutto nella prossima parte, dove fornirò anche il codice R per calcolarlo.

Alla prossima!!!

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